Ariano Irpino – «Ero in fin di vita e all’ospedale di Ariano i medici mi hanno salvato». A parlare è Johnny Lo Conte, giovane imprenditore del Tricolle strappato alla morte al termine di un delicatissimo intervento chirurgico. Dopo solo quattro ore da un’operazione in una struttura ospedaliera modenese era già in piedi. Sembrava tutto perfetto, è tornato ad Ariano Irpino, ha ripreso la sua attività imprenditoriale, mentre nel suo addome avanzava una emorragia interna. Al Sant’Ottone è arrivato in condizioni disperate. L’equipe medica di chirurgia ha compiuto davvero un grande miracolo professionale.
L’imprenditore arianese, titolare di una rinomata ditta storica e conosciuta in tutto il mondo nel settore caseario oggi si sente una persona rinata: «Ho avuto un malore improvviso e sono stato subito ricoverato, dopo circa 24 ore è subentrata questa fortissima emorragia. Devo la vita ai medici di questa struttura. Senza di loro, oggi non sarei stato sicuramente qui a parlare con voi. Non finirò mai di ringraziare i medici e la struttura di Ariano. Lo dico convintamente, riteniamoci fortunati noi che abbiamo ancora questo ospedale».
Un intervento durato oltre quattro ore, parla il dottore Antonio Viscio: «Il paziente è giunto da noi per una problematica susseguente ad un intervento chirurgico eseguito in un centro di riferimento. Ha avuto una emorragia importante, grave, un emiporitoneo da stillicidio, da un ramo arterioso. Siamo riusciti ad intervenire in tempo grazie al collega di turno e agli infermieri che come al solito fanno il giro degli ammalati durante le ore notturne. Hanno subito messo in allarme il collega, quindi tutto ciò che era necessario per portarlo urgentemente in sala operatoria e procedere ad un intervento salva vita, cosa che fortunatamente è riuscito perfettamente».
Soddisfatto il direttore sanitario Oto Savino: «Molto spesso in materia di sanità, la cattiva notizia, fa più presa su quella buona. In questi giorni, per una strana coincidenza, sono capitati una serie di ricoveri nel nostro ospedale, di personaggi noti e mi ha colpito fra tutti, leggere una frase abbastanza emblematica in una lettera, tenendo presente il momento difficile che viviamo per la sanità del nostro territorio: “teniamo in vita una struttura che merita solo di essere amata un poco più da tutti”. Il caso Lo Conte, per noi è molto significativo. Egli ha fatto pressing presso la direzione sanitaria e ha sentito il dovere civico, di far capire, con quanta professionalità si opera in questo ospedale, situato, in quella che definisco io, l’altra parte dell’Irpinia. Credo sia un dovere di tutti difenderla, ci sono buoni esempi di sanità come quest’ultimo, che purtroppo passano disconosciuti all’attenzione di tutti, nella quotidianità».
