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Direttore Editoriale Lucia Vigorito

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Fango e detriti in via Nicolodi, 130 famiglie a rischio

Canali di scolo otturati, pericolo smottamenti

Avellino- «Bisogna fare presto. In via Nicolodi da oltre sette anni continuano ad esserci gli stessi problemi. Ci sono 130 famiglie che rischiano, anche questo inverno, di vedersi invase dal fango. Improvvise colate invadono la zona, sporcando tutto e creando paura e allarme». 

Loris Gliatta, consigliere civico della maggioranza di Palazzo di Città, torna su un argomento che da anni interessa decine di cittadini avellinesi. Lo fa invitando le autorità a premere sulla società Autostrade, affinché venga risolta un’annosa questione. Quella di un quartiere che rischia, con il maltempo, di essere invaso da sporco, detriti e fango. Tutta colpa dei canali di scolo, ostruiti da tempo. Come si ricorderà, infatti, nel 2007, a seguito di alcuni lavori che proprio la società Autostrade stava eseguendo in quella zona, ci fu uno smottamento per cui un muro venne giù facendo emergere una sorgente d’acqua. Da quel momento iniziarono i guai per i residenti. 
Un’odissea lunga sei anni, che torna in tutto il suo dramma con l’arrivo del maltempo. Complici le piogge e lo scarico di materiale edilizio, via Nicolodi viene attraversata da un torrente che scorre tra le case. Dal 2007 è in corso il contenzioso tra Comune di Avellino e Autostrade che ha prodotto una pronuncia del Tribunale in favore del Comune, già il 9 aprile del 2010. Ma ad oggi niente sembra essere cambiato. Lo scorso mese di luglio, però, dalle Autostrade è giunta una comunicazione in cui si evidenziava che già era stata avviata la procedura per l’affidamento dei lavori. La data entro cui si contava di iniziare era la metà del mese di settembre. Proprio in questi giorni. Ma a preoccupare Gliatta è il silenzio assordante in cui, ancora oggi, nulla sembra essersi mosso. 
«Malgrado l’ufficialità di quel documento –sottolinea Gliatta- non c’è stato ancora niente di concreto, nessun atto ufficiale. Se per fine mese nulla dovesse cambiare il Comune dovrà attivarsi energicamente. Si potrebbe chiedere un intervento delle autorità, per imporre il rispetto di quanto deciso dal tribunale». Dal canto loro, i residenti si dicono “stanchi di vivere in una palude”. Troppo fango e rischi in via Nicolodi. Nell’area a ridosso del centro sociale Samanta Della Porta bastano 4 o 5 piogge più abbondanti in un anno per mandare in tilt la rete idrografica attuale, incapace di contenere volumi così consistenti di acqua.
Simonetta Ieppariello
simonetta.ieppariello@ottopagine.it

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