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Direttore Editoriale Lucia Vigorito

Cultura e Spettacolo

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A San Mango sul Calore la “cavalcata” di Sant’Anna

Si rinnova il tradizionale lancio dei confetti, rito considerato portatore di fertilità

A San Mango sul Calore rivive la tradiziona della “Cavalcata” di Sant’Anna. L’evento è tra quelli che in Irpinia vantano una tradizione autentica e ininterrotta nel tempo. Questa mattina alle 10 il corteo equestre (guidato dal sindaco Teodoro De Blasi) si snoderà per le strade del paese: dal municipio attraverserà l’intero territorio comunale per raggiungere, verso le 12, l’antichissima chiesa rurale dedicata a Sant’Anna. 

Il corteo procederà lentamente, per permettere ai cavalieri di lanciare manciate di confetti alle numerosissime persone che incontreranno lungo il percorso. Il corteo, con costumi d’epoca medioevale, si porterà presso “la chiesetta del Cemeterio” (Chiesa di San Vincenzo) per compiere i rituali tre giri attorno ad essa. Dopo aver effettuato il primo giro, i cavalieri iniziaranno il lancio dei confetti. Successivamente, procedendo al passo, il corteo percorrerà le strade del paese dove tutte le porte delle abitazioni saranno aperte per ricevere i confetti lanciati dai cavalieri.
Terminato il passaggio attraverso il centro storico, la sfilata scenderà a valle costeggiando il fiume Calore e, rasentando il “Ponte Romano detto di Annibale”, risalirà sul poggio dove è situata la Chiesa di Sant’Anna. 
In particolare, secondo una antica tradizione, i lanci saranno più intensi davanti alla piccola chiesa di San Vincenzo e all’interno della stessa chiesa di Sant’Anna, dove cavalli e cavalieri concluderanno la storica Cavalcata compiendo i rituali tre giri  attorno all’altare, avanzando a fatica nella folla in delirio, che cercherà di assicurarsi la maggiore quantità possibile di confetti.
Quello dei confetti è un rito tradizionale che si rinnova anno dopo anno ormai da decenni.
L’accaparrarsi il maggior numero possibile di confetti è indice di buona sorte. Il dolcetto viene associato al culto della santa e considerato portatore di fertilità e miracolosi per la salute delle donne. 
Per questo, è frequente incontrare donne incinte, pronte a raccoglierli a terra e a mangiarli. Difficile ricostruire le origini di un rito che affonda le sue radici in un misto di storia e leggenda.
La chiesa di Sant’Anna per l’occasione sarà illuminata dallo scenografo Maurizio Iannino. L’appuntamento di “Luci di Sant’Anna”, che ripete la felice esperienza dello scorso anno, è stato voluto per far conoscere uno dei più suggestivi monumenti medievali del territorio irpino, rimasto intatto nei secoli.
Mario Pennella
mario.pennella@ottopagine.it

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