Ottopagine Avellino

Direttore Editoriale Lucia Vigorito

Provincia

 Share This Page
Provincia

ariano, cadono i calcinacci: sciopero al Parzanese

Il dirigente Della Croce: non c'è nessun problema di sicurezza

Ariano Irpino – Cadono calcinacci dal solaio, niente lezioni al liceo Parzanese ad Ariano Irpino. Gli studenti non entrano in classe e scioperano davanti all’Istituto. Mattinata movimentata quella di ieri davanti allo storico edificio di via Pasteni. L’episodio si è verificato nella giornata di mercoledì. All’ingresso dell’edificio, dal solaio, forse a causa di alcune infiltrazioni, sono venuti giù pezzi di calcinacci. Per fortuna non ci sono stati danni di alcun tipo a persone, ma gli studenti, hanno inteso comunque manifestare in segno di protesta ieri mattina dopo quanto accaduto. Hanno chiesto alla dirigenza scolastica di effettuare una verifica complessiva sul piano della sicurezza nell’intera struttura.
Così riassume in una nota il pensiero degli studenti Annachiara La Manna: «E’ proprio vero: l’unione fa la forza. Ed è proprio quello che è successo dinanzi alle porte del Liceo Pietro Paolo Parzanese: di rado capita che quasi l’intera scuola si raduni unita e compatta per manifestare contro l’inadeguatezza della struttura scolastica, delle volte i miracoli accadono! Quello di oggi può essere frainteso come un gesto mirato alla divulgazione dell’accaduto, come un inutile provvedimento preso per dell’insulso intonaco caduto all’entrata del Liceo, ma la verità è un’altra: è che in quanto studenti che pagano regolarmente tasse assicurative scolastiche, abbiamo dei doveri da svolgere, ma soprattutto dei diritti, cioè quelli per cui paghiamo e che devono tutelarci. Di certo il gesto di oggi è maturato accumulando giorno per giorno dei pezzettini di un puzzle che stamane è andato a crearsi. Il calcinaccio caduto dalla parete del soffitto è una delle ragioni per cui oggi gli studenti si sono radunati per manifestare: i riscaldamenti non sono adeguati alle enormi aule munite di un solo termosifone, gli infissi delle finestre sono tenuti con lo scotch e la pavimentazione presenta alcuni cedimenti tra le mattonelle, risalenti alla primissima costruzione dell’edificio. Insomma, nonostante alcuni docenti ritengano che la manifestazione sia stato un gesto per “infangare” la reputazione del Liceo, l’intento era ben diverso: nonostante le condizioni climatiche avverse, più di 200 studenti erano presenti a manifestare e a reclamare diritti che spettano regolarmente. E’ questo un gesto per attirare l’attenzione mediatica? Ed ecco ciò che quest’oggi ho visto io: ho visto duecento anime che agivano nel pieno rispetto delle norme, che non hanno recato né offesa, né torto ad alcun membro dell’istituzione scolastica. Ma questo è un punto esaustivamente svolto dal rappresentante di Istituto, Angelo Rinaldo, il quale commenta così: “E’ stata una mattinata carica di emozione. Il fattore determinante è stato la compattezza e al tempo stesso la correttezza con le quali la popolazione scolastica del Liceo Parzanese ha chiesto unicamente la verifica dell’edificio in materia di sicurezza. Ho assistito personalmente alle verifiche da parte dei tecnici della Provincia, i quali hanno evidenziato l’agibilità dell’edificio scolastico e hanno dato assicurazione per l’esecuzione dei lavori sin dalla mattinata di venerdì. Anche in prosieguo la popolazione scolastica sarà sempre sensibile per la verifica e l’osservanza delle norme in materia di sicurezza».
Appare tranquillo il dirigente scolastico Oto Della Croce: «A me per primo interessa la sicurezza e l’incolumità. Come vedete, sono qui al mio solito posto. Non credo proprio che si possa parlare di allarme. Si è trattato di un semplice distacco di intonaco, probabilmente dovuto a problemi di umidità. Abbiamo effettuato tutte le verifiche necessarie interne, con il nostro responsabile della sicurezza e allertato subito la Provincia. Pertanto siamo convinti di poter tranquillizzare tutti. Le certificazioni sono in regola. Non vi è nulla da temere. Faccio appello agli studenti a ritornare in classe. Non c’è nessun motivo di scioperare».

Lascia un Commento